ORGANIZZARE  UN LABORATORIO DI COMPITO

Gruppi classe coinvolti: 3^ - 4^ - 5^

TABELLA    1 – STEP I

 

Il fine dell’integralità

della persona

L’unitarietà

del sapere

L’unità

nell’esperienza

Profilo Educativo Culturale

Professionale

Uno sviluppo armonico, integrale

 ed integrato di tutte le dimensioni della persona e in tutti i momenti della vita

Uno sviluppo equilibrato facendo leva sui punti di forza e sviluppando i punti di debolezza. Un’unitarietà dell’apprendimento che mira a mettere insieme ed integrare la segmentarietà degli apprendimenti

L’esperienza è il punto di partenza della definizione degli OF, la loro trasformazione in competenze deve tendere al PECUP in uscita

Indicazioni Nazionali per i

Piani di Studi Personalizzati

nella Scuola Primaria

Occorre mirare all’unitarietà della cultura pur nella distinzione delle prospettive in cui si esprime

Gli OSA non possono essere autoreferenziali, richiusi in se stessi, ma devono essere sempre un complesso e continuo rimando al tutto

Gli OF vanno sempre esperiti dall’esperienza diretta del fanciullo e sono sempre unitari e sintetici, mai riconducibili ad esercizi segmentari e artificiali, richiedono prospettive pluri, inter e trandisciplinari nonché il continuo richiamo all’integralità educativa

Raccomandazioni per l’attuazione

dei Piani di Studio Personalizzati

Il Profilo diventa uno strumento di garanzia per promuovere l’integralità della persona umana di ogni allievo e prepararlo ad affrontare la vita nella sua interezza

I laboratori e la pratica laboratoriale sono un modo per rammentare l’unità della persona, della cultura e dell’educazione e per imparare a scoprire in maniera cooperativa la complessità del reale, mai riconducibile a schematismi più o meno disciplinari

Individuare aree di esperienza che siano psicologicamente  e culturalmente aggreganti, e sulle quali fare convergere l’esercizio delle competenze maturate dagli allievi

 

TABELLA    2 – STEP II

 

Il fine dell’integralità

della persona

L’unitarietà

del sapere

L’unità

nell’esperienza

Profilo Educativo Culturale

Professionale

  • Maggiore conoscenza di sé
  • Relazionale e relazionarsi con gli altri nella prospettiva di un proprio ruolo definito ed integrato nell’universo circostante

Messa in campo di attività educative e didattiche unitarie, con   attenzione ai metodi, ai tempi e alle soluzioni organizzative, utili a concretizzare gli OF,  a partire dall’esperienza e dalle capacità (potenzialità) degli alunni

In questa prospettiva l’alunno affronta con responsabilità ed indipendenza i problemi quotidiani dell’ambiente; lo conserva, cerca di migliorarlo ricordando che è patrimonio a disposizione di tutti

Indicazioni Nazionali per i

Piani di Studi Personalizzati

nella Scuola Primaria

Una tematica significativa e vicina all’esperienza dell’alunno, diventa il tessuto connettivo entro il quale delineare l’unitarietà culturale alla base dell’integralità della persona

Organizzare le conoscenze in maniera trasversale, superando la settorialità disciplinare

Partire dall’esperienza e dalle capacità degli alunni

Raccomandazioni per l’attuazione

dei Piani di Studio Personalizzati

L’alunno in questo modo riceve aiuto e trova le modalità più adatte per risolvere problemi in autonomia e responsabile collaborazione con gli altri, imparando ad interagire con i compagni e con gli adulti. Viene indirizzato a conoscere la vita nelle sue infinite sfaccettature pur rimanendo unitaria ed unica.

 

Pianificare le situazioni che permettano all’alunno di manifestare come utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite attraverso le attività didattiche, considerando le diverse età e le diverse capacità/competenze degli alunni che partecipano al laboratorio

L’area esperenziale individuata, in questo caso l’orto, affronta con responsabilità ed indipendenza i problemi quotidiani relativi all’ambiente inteso come sistema ecologico:lo rispetta, lo conserva, cerca di migliorarlo ricordando che è patrimonio di tutti e a disposizione di tutti.

 

RELAZIONE – STEP III

Un apprendimento significativo fa leva sui processi di costruzione e di collegamento delle conoscenze, giacchè significa costruire “ponti”, legami, connessioni sia tra le conoscenze proposte che tra queste e quelle già presenti nella esperienza della persona umana. Richiede, pertanto, un approccio alla cultura di tipo unitario, capace di ricostruire quel tessuto tra conoscenze che solo per ragioni pratiche, storico – contestuali e di approfondimento si sono sviluppate intorno a punti di vista di natura  via via  sempre più specifici e disciplinari, ma che mirano a comprendere la propria esperienza e il mondo e, pertanto, richiedono di ricostruire quel tessuto unitario della cultura.

La continuità nelle finalità, nei contenuti, ma soprattutto nelle “coordinate metodologiche”, richiede un linguaggio comune su: osservazione – progettazione – documentazione che caratterizzano la funzione docente.

Metodologie e stili educativi degli insegnanti dovranno essere coerenti in funzione di un progetto formativo unitario, pur nelle differenziazioni curriculari.

L’organizzazione laboratoriale risponde a tutto questo. Infatti l’integralità educativa:

  • sapere
  • saper fare
  • avere curiosità e voglia di sapere e di fare
  • capire come e perché fare
  • fare insieme

è alla base dell’attività laboratoriale, dove vengono attivate non solo le “conoscenze dichiarative”(ciò che si sa) ma anche le “abilità” e le “competenze procedurali”(come si fa), “metacognitive”(riflessioni sull’esperienza) e “relazionali” (interazioni fra parti).

La specificità formativa dell’attività laboratoriale attraverso un sistema cooperativo favorisce un processo di insegnamento/apprendimento flessibile e differenziato e promuove la costruzione dell’identità personale e sociale di ciascun bambino.

 

 

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