| Ideate, scritte dagli alunni della nostra scuola | ||
| La vera amicizia | Un episodio spiacevole | La nostra scuola |
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C’era una volta un camaleonte di nome
Martin che viveva in una
grande foresta africana. Un giorno se ne stava appostato sul ramo di un albero in attesa della preda.
Intorno a sé vedeva volare farfalle variopinte,api indaffarate,calabroni, libellule,mosche, mosconi, e moscerini e intanto pensava: - Chissà quali di questi insetti si farà acchiappare per primo!! Un ’ape, sapendo che non poteva essere mangiata perché il suo pungiglione lo avrebbe fatto gonfiare, lo stuzzicò dicendo: - Prova a prendermi se hai il coraggio! - Oggi non ho tanta fame- rispose il camaleonte –farò uno spuntino con un moscerino. Di scatto tirò fuori la lunghissima lingua e catturò la piccola preda. -Hai visto come sono stato bravo? –disse al serpente Totò arrotolato al ramo dell’albero di fronte.
Il serpente lo guardò in modo annoiato, si girò e se ne
andò.
All’improvviso un urlo rimbombò nella foresta, il camaleonte sobbalzò, si irrigidì, cominciò a tremare e cambiò colore.
passando da un ramo all’ altro e avvicinandosi alla radura dove si incontravano di solito gli animali. Che cosa sei riuscita a fare ?- le chiese Leo . -Per la prima volta sono riuscita a stare a testa in giù tenendomi solo con la coda. –Annunciò Jenny soddisfatta, dandosi piccoli colpi sul petto.
-Capirai ! –disse Martin dondolandosi sulle corte
zampette . –Io lo faccio da quando sono nato !
Nel sentire queste parole , la scimmietta si allontanò offesa . -Lascialo perdere ! –la rincuorò il vermetto Leo. Poi anche lui si ritirò e lungo il cammino incontrò nonno Topazio, la talpa più vecchia e più saggia della foresta. - Che cosa vai borbottando?- gli domandò nonno Topazio.
- Stavo pensando a quello sciocco di
Martin, il camaleonte:
crede di essere un …..super…. super…
-Eroe? - - Già, non mi veniva la parola. Se continua così, si troverà senza amici. Qualche giorno dopo Martin se ne stava solo solo a giocare nel sottobosco. Prima si posò su un enorme fiore viola e a poco a poco si mimetizzò, poi andò su una foglia di ficus e divenne verde smeraldo,
in seguito si spostò su un sasso e
divenne grigio.
Ad un tratto scorse qualcosa di rosso brillante: era un bellissimo fungo con il cappello rosso a pois bianchi.
Martin non resistette alla
tentazione di diventare
ancora più affascinate. Piano piano si
arrampicò fin sul grande cappello e mise in
funzione tutti i suoi poteri mimetici.
Gaspare il calabrone e Gisella la farfalla, mentre chiacchieravano del più e del meno fermi su un cespuglio, videro Martin immobile, concentrato, sul grosso fungo a pois e lo avvertirono gridando: - - Attento! Martin! Quello è un fungo velenoso!! Martin sobbalzò, si guardò intorno, vide i due insetti e, indispettito, replicò: - -E’ tutta invidia la vostra! Lo dite perché anche voi vorreste avere i miei poteri! E poi, fatevi gli affari vostri. Lo so io quello che devo fare. Sono abbastanza grande da gestirmi da solo.
A poco a poco la sua pelle
divenne rossa e comparvero le prime macchie
bianche.
-E…….vai!! Chi è più bravo e più bello di me?! Nessuno mi può superare.
- Ehi! Invidiosi!
–cominciò a urlare- Venite a vedere come
sono diventato bello!
Più bello di una farfalla
variopinta!
All’improvviso gli si appannò la vista,non riusciva più a vedere i colori accesi della foresta. - Che cosa mi sta succedendo?-si chiese spaventato battendo ripetutamente le palpebre,ma la situazione non cambiò. Anzi ,cominciò a girargli paurosamente la testa ,cercò di aggrapparsi al fungo, ma perse l’equilibrio e cadde rotolando sullo spesso tappeto di foglie secche che ricopriva il terreno . Il tonfo e lo scricchiolio delle foglie secche attirarono l’attenzione di alcuni animali,ma, pensando che si trattasse di un frutto caduto da un albero, non si preoccuparono. Nonno Topazio, che si trovava nella sua tana,si rese conto che quello era un rumore diverso dai soliti e si allarmò. Bussò alla tana del vermetto Leo e gli chiese: - Hai sentito anche tu? Deve essere successo qualcosa di particolare.Andiamo a vedere. Percorsero il lungo cunicolo a gran velocita’ ed uscirono all’aperto ansimando.Mentre riprendevano fiato,Leo si guardo’ intorno alla ricerca di cio’ che aveva provocato gli strani rumori. -Vedi qualcosa?-gli domando’ nonno Topazio. -Non mi pare….. anzi… laggiu’…..c’e’ qualcosa di colorato che mi sembra un po’ strano.Andiamo a vedere. Mentre si avvicinavano nel sottobosco,sentirono un respiro affannoso che diventava sempre piu’ forte.
-La forma del corpo
sembra quella di un camaleonte-fece
Leo –ma non ne ho mai visto uno cosi’:rosso
a pois.
-Non sara’ quello svitato di Martin? Leo si avvicinò e si accorse che era proprio lui: aveva gli occhi socchiusi, il torace si alzava e si abbassava velocemente, dalla bocca aperta usciva un rantolo cavernoso e grosse gocce di sudore gli ricoprivano tutto il corpo. - Sta male! –esclamò spaventato Leo –Dobbiamo portarlo all’ospedale della foresta! Come possiamo fare? - Ci penso io –disse nonno Topazio e, dopo aver preso un bel respiro, cominciò ad urlare a squarciagola:
- Aiuuutooo!!
Aiuuutooo!! Aiuuutooo!!!
L’eco si diffuse per tutta la foresta e immediatamente gli scoiattoli e gli uccellini si affacciarono dai loro nidi, tra le foglie secche fecero capolino le lucertole, i bruchi e le formiche;tra i rami si mossero le cavallette, le mantidi, le locuste, le coccinelle e le farfalle, ma i primi ad arrivare furono i calabroni e le api. - Che cosa è successo?- chiesero le api. - Martin sta morendo! Bisogna fare qualcosa! Nel frattempo erano accorse anche le farfalle guidate da Gisella che, vedendo Martin svenuto, disse:
- Quell’imprudente
non ha voluto darmi ascolto.
Guarda come è ridotto!! Gli
sta bene come punizione! Però
non possiamo lasciarlo morire!
Portiamolo in ospedale!
Subito le
formiche procurarono una
grande foglia robusta, le
api e i calabroni, con
grande fatica ve lo fecero
rotolare sopra e una
trentina di farfalle lo
sollevarono in volo e lo
trasportarono in ospedale.
Le mantidi-infermiere subito gli misurarono la pressione, - E’ altissima! 190-300! E’ molto grave: portiamolo dal dottor Tasso-Primo; solo lui lo può salvare!
Dopo
una corsa lungo i
corridoi dell’ospedale
lo portarono nella
medicheria del
dottore e tutti
rimasero fuori ad
aspettare.
Il tempo passava e la porta rimaneva chiusa. Tutti gli animali aspettavano ansiosi e preoccupati: Totò il serpente se ne stava a bocca aperta, tirando la lingua dentro e fuori; Jenny la scimmiotta, che era arrivata per ultima, si grattava la testa con tutti e quattro gli arti; le farfalle e le api, ferme sui sassi-sedili della sala d’attesa, battevano lentamente le ali; nonno Topazio e il vermetto Leo passeggiavano nervosamente lungo il corridoio . Ad un tratto si sentì un leggero fruscio ed apparve il dottor Tasso-Primo che annunciò: - Il vostro amico è fuori pericolo. Tutti tirarono un sospiro di sollievo. -Possiamo vederlo? - Potete entrare solo due alla volta. Dalla stanza si sentì una vocina che diceva: -Non voglio vedere nessuno! Sono brutto!! Ma Gisella e Gaspare entrarono ugualmente e videro Martin bendato come una mummia egizia, si vedevano solo gli occhi. Martin disse con voce soffocata: -Sono brutto, vero? Come potrò farmi vedere da tutti gli animali della foresta ridotto così?
-Ancora con la
storia di essere
belli ed essere
brutti? Non hai
capito che quello
che conta è ciò
che hai nel cuore?
– gli disse
Gisella.
Parli bene tu! Gisella. Tu sei bella! – replicò Martin. -Guarda che anch’io la penso come lei! – fece Gaspare- E non sono certo bello! Anzi, quando mi vedono scappano tutti! Martin continuò piagnucolando; - Non potrò più mimetizzarmi e resterò tutta la vita di un colore rosso sbiadito e nessuno vorrà più starmi vicino. - Ma non dire sciocchezze! –Dissero in coro i due insetti – Se nessuno ti avesse voluto bene non ci sarebbe tutta quella folla in sala d’attesa. - C’è anche Jenny? Sono stato così scortese con lei! - Era la più preoccupata- rispose Gaspare . -Siete sicuri che a nessuno importa che io sia diventato brutto? - Ma certo! – Lo rassicurò Gisella –Tutti ti accoglieranno con amicizia. Intanto da fuori si sentivano più voci che dicevano: - Ehi ! Voi due! Anche noi vogliamo vedere il nostro amico. Nel sentire quelle parole, Martin capì che veramente tutti gli volevano bene e pur avendo perso i suoi poteri mimetici ,
avrebbe
vissuto
insieme ad
amici veri,
che non
avrebbero dato
importanza al
suo aspetto
esteriore.
Qualche giorno dopo Martin fu dimesso dall’ospedale e trovò Jenny ad attenderlo all’ingresso. Appena si videro, si abbracciarono e Jenny se lo caricò sulle spalle perché era ancora debole ed affaticato. - Andiamo,c’è una bella sorpresa per te.
Aggrappandosi
con
cautela ai
rami,
Jenny
attraversò
tutta la
foresta ed
arrivò
alla
radura.
Al centro c’era una tavola apparecchiata con tanti cibi prelibati; intorno alla tavola tutti gli animali parlavano, si muovevano ansiosi nell’attesa; qualcuno stava organizzando un’orchestrina per rallegrare la festa. E quando li videro li accolsero con uno scrosciante applauso e gridando: - Bentornato Martin! E cominciarono la festa. Tutti mangiarono, ballarono, cantarono, giocarono e fecero le capriole sul morbido tappeto di foglie , divertendosi fino a tardi……….e da quel giorno tutti vissero felici e contenti.
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Un episodio spiacevole Un compagno della nostra classe è stato colpito da un calcio, mentre due bambini imitavano le mosse di Smack Down. Il compagno colpito si è messo a piangere e la maestra ha voluto farci discutere sul programma televisivo che molti di noi seguono con interesse. Dalla discussione sono emerse alcune considerazioni: -Per alcuni Smack Down dovrebbe essere vietato ai bambini, perchè anche se i protagonisti "fanno finta" di darsi tutte quelle botte, i bambini che li guardano pensano che sia tutto vero. Loro provano tante volte quelle mosse in palestra e usano anche delle protezioni per non farsi male e per non far male all'avversario. -Altri bambini non guardano quel programma, perchè non piace e ritengono pericoloso imitare le mosse di Smack Down. _Questo programma non è educativo per noi bambini e chi imita le "mosse" rischia di mandare all'ospedale qualche compagno! -Per alcuni Smack Down è divertente, anche se i protagonisti hanno facce sempre brutte e arrabbiate. - Spesso i genitori non spiegano ai figli che quello spettacolo non è reale, ma finto. _Alcuni dicono che Smack Down è uno sport. Secondo altri non lo è affatto. E' solo uno show televisivo per far comprare alle persone videogiochi, giocattoli, figurine, fotografie. Dopo la discussione il compagno che aveva fatto male è stato perdonato dal bambino colpito: entrambi hanno capito che quello era un gioco pericoloso.
La scuola Primaria "De Magistris" si trova in viale
Regina Margherita. E' un edificio circondato da un ampio spazio verde
suddiviso in spazio giochi, giardino e piazzale con una grande scalinata al
centro. L'edificio ha una forma rettangolare, è di colore giallino, e quando
c'è tanta luce del sole, si illumina ancora di più, tanto da diventare
giallo intenso. Ai lati dell'edificio vi sono due scalinate, una con la
scritta "Sezione femminile", l'altra "Sezione maschile". Un tempo, infatti,
la nostra scuola ospitava alunni in sezioni diverse: una maschile e una
femminile. Davanti alle due entrate c'è un grande piazzale asfaltato
circondato da due grandi aiuole con alberi grandissimi, che è bello vedere
sia dalle finestre, sia dall'esterno. Nel piazzale molti bambini, che
arrivano in anticipo a scuola la mattina, giocano e si scatenano con gli
altri compagni mentre aspettano il suono della campanella. Noi entriamo da
una un grande portone posto sulla scalinata sinistra dell'edificio. Oltre la
porta, c'è un lungo corridoio che porta agli uffici della Segreteria, alla
Direzione, alla palestra e alla mensa. Lunghi e ampi corridoi portano alle
nostre aule... e ci invogliano a fare lunghe corse per arrivare per primi in
classe la mattina! Grandi finestre, lungo i corridoi del primo e del secondo
piano e nelle aule, illuminano la nostra scuola così tanto che difficilmente
accendiamo la luce. Le aule sono luminose e ampie. All'interno della scuola
c'è un grande cortile che è visibile da tutte le aule e che viene utilizzato
per le attività all'aperto. La scuola è dotata di una grande palestra con
spogliatoio e servizi, ristrutturata recentemente. Sono attivi diversi
laboratori: psicomotorio,di lingua inglese, scientifico, video,
multimediale,(proprio qui prendono vita le pagine del nostro giornalino),
gastronomico, ceramica. Nella scuola si trovano anche gli uffici di
Segreteria e Dirigenza. L'edificio è dotato di un salone adibito a sala
mensa e di un ascensore per alunni disabili. Questa è la nostra scuola e a
noi piace molto, perchè è qui che ci divertiamo a giocare con gli amici e le
maestre. |