COME ORGANIZZARE UN
SEMPLICE LABORATORIO SCIENTIFICO
ATTIVITA’ 1
□ Quali motivi
possono portare all’abbandono di un laboratorio
scientifico?
L’abbandono di un laboratorio scientifico presuppone la presenza,
all’interno della struttura, di un locale adibito a tale scopo, che di per
sé è già una grande fortuna perché la maggior parte delle scuole ha si e
no disponibili i locali per accogliere le classi e non sempre sono
rispondenti alle esigenze. L’abbandono presuppone altresì che si sia
avviata l’attività e che nel corso dell’anno ci si sia resi conto che non
era producente, ma solo una perdita di tempo ed un allontanamento dal
programma da seguire.
E’
su queste due tematiche che a parer mio, bisogna analizzare le motivazioni
che portano a non svolgere l’attività laboratoriale.
Un
laboratorio scientifico, e non solo questa tipologia di laboratorio, se
non visto in un’ottica di interdisciplinarità e trasversalità curriculare
ed extra è considerato un qualcosa in più da fare che si va ad aggiungere
alla già lunga lista delle attività previste dai Programmi
Nazionali.
□ Perché molti docenti insegnano scienze
senza svolgere attività sperimentale?
Perché penso sia la strada più corta e meno impegnativa.
□ La mancanza di
un laboratorio strutturato è reale impedimento all’attività sperimentale o
è un alibi per non farla?
Sicuramente un alibi.
□ Perché molti
docente temono l’attività di laboratorio? Quali i loro dubbi e le loro
paure?
Intraprendere un’attività laboratoriale vuol dire mettere in discussione
se stessi e la propria metodologia ormai consolidata. Affrontare il nuovo
genera l’ansia in molte persone e trasmetterla agli alunni è
controproducente.
ATTIVITA’ 2
□ Credete che sia utile coinvolgere gli
studenti nei problemi di tipo organizzativo e chiedere la loro
collaborazione per trovare soluzioni?
Penso sia molto costruttivo coinvolgerli nella organizzazione ed assegnare
loro degli incarichi collaborativi, perché in tal modo lo studente non si
pone solo come ricevente, ma diventa partecipe del suo percorso di
apprendimento.
□ Alla luce della normativa sulla sicurezza
pensate sia giusto coinvolgere gli studenti in mansioni del tipo di quella
proposta?
Dato che gli studenti non vengono lasciati in balia di se stessi, ma è
sempre l’insegnante che coordina il tutto, non ne vedo alcun problema.
□ Quale pensate
potrebbe essere la reazione di alcuni genitori
all’iniziativa?
Sicuramente alcuni potrebbero avanzare dei dubbi, ma qui subentra la
capacità dell’insegnante nell’illustrare l’iniziativa e i percorsi da
intraprendere, mettendo in risalto la finalità delle attività
laboratoriali e cioè l’attivare le conoscenze dichiarative, le abilità, le
competenze procedurali, metacognitive e relazionali, serviranno a
promuovere la costruzione dell’identità personale e sociale di ciascun
bambino.
ATTIVITA’
3
□ Avete mai
provato a fare esperienze di Peer Education o di tutoraggio tra
studenti?
No.
□ Condividete
l’idea che per un bambino sia più facile apprendere da un ragazzo che da
un adulto? Motivate la risposta.
Sicuramente
l’insegnamento trasmesso da un ragazzo viene recepito in ugual misura
dalla parte opposta, ma non a tutto ritengo sia possibile applicare questa
formula perché con l’insegnante si può instaurare un dialogo interattivo
che difficilmente un altro ragazzo potrebbe essere in grado di portare
avanti in maniera autonoma.
□ Che cosa pensate debba fare il docente della
classe ospitata per mediare e rafforzare la concettualizzazione di quanto
appreso dai suoi alunni durante l’esperienza di Peer
Education?
Non far cadere la cosa lì, ma ripetere e continuare con la propria classe
il percorso fatto in quell’esperienza e formulare insieme nuove ipotesi
per successivi esperimenti.
ATTIVITA’ 4
□ Quali sono i vantaggi dell’uso della lavagna
luminosa?
Rendere partecipi tutti allo stesso modo.
□ Tale uso può sostituire il
laboratorio?
Assolutamente no.
□ Per quali tipi di esperienze può essere
utile ricorrere a questo tipo di metodologia?
Per illustrare
grafici e schemi che documentano gli esperimenti svolti.
ATTIVITA’ 5
“IL SUOLO: DALLE CONOSCENZE AL FARE
– ANALISI DEL TERRENO”
gruppi classi coinvolti: 3^ - 4^ - 5^
OSA
□ Conoscere e praticare le diverse fasi della
ricerca scientifica:osservazione, formulazione di ipotesi, raccolta di
dati, analisi, verifica
□ Usare con proprietà, rapportata alle diverse fasce di età,
gli strumenti e le attrezzature del laboratorio scientifico
Attività proposte per verificare la
porosità del terreno, nonché la presenza di aria e di acqua nel
terreno.
In un campione di terreno le componenti
minerarie e organiche sono interrotte da una serie di vuoti detti
pori. La loro origine è varia: alcuni sono legati alla forma delle
particelle che costituiscono il terreno, che come si può immaginare non si
incastrano perfettamente; altri sono prodotti da animali e altri ancora
dalle radici. I pori sono di grande importanza per la circolazione
dell’aria e dell’acqua nel terreno. Dopo una pioggia intensa tutti i pori
sono occupati dall’acqua, mentre di solito il terreno presenta una parte
della sua porosità non occupata dai liquidi ma dai gas.
E’ possibile misurare l’aria e l’acqua nel
terreno con semplici esperimenti.
ARIA
materiale occorrente:
1
bicchiere
1 cilindro graduato
1 campione di terreno
si versa del terreno nel cilindro fino a 70
ml
si versa velocemente acqua fino a 100 ml
dopo qualche minuto l’acqua si stabilisce ad un
livello inferiore e dà modo di far vedere quanta aria era contenuta nel
terreno.
ACQUA
materiale
occorrente:
1 bicchiere
1
bruciatore
1
reticella
1
campione di terreno
1 bilancia
1 sostegno
treppiede
1
agitatore
si
introduce nel bicchiere un po’ di terreno, in modo che il peso totale sia
di 100 gr
si
dispone il bicchiere con il terreno sul sostegno treppiede tramite la
reticella
si
accende il bruciatore sottostante lasciando scaldare il terreno per 10 –
15 minuti mescolando con l’apposito agitatore
si
spegne il bruciatore e si pesa il bicchiere contenente il terreno; il peso
sarà inferiore rispetto l’inizio dell’esperimento perché l’acqua contenuta
nel terreno è evaporata.
ELENCO MATERIALE OCCORRENTE PER L’ANALISI DEL
TERRENO
N°
descrizione
materiale
1
bicchiere di vetro da 250 cc
2
contagocce a matita
1
soluzione di acido cloridrico
1
imbuto
1
agitatore di plastica
30
dischi di carta da filtro
1
idrato di sodio in pastiglie
1
cilindro graduato da 100 cc
1
cucchiaino
3
soluzione a ph noto
2
siringhe con tubetto
1
blu di metilene
1
reattivo di griess
1
reattivo di nessler
1
indicatore universale
1
cloroformio
1
soluzione di cloruro di bario al 10%
1
ph metro per terreno
5
scatole di Petri
5
provette con tappo
5
contenitori da 100 cc
1
scheda
1
valigietta
1
contenitore
1
bilancia
1
bruciatore
1
sostegno treppiede
REGOLAMENTO

·
UTILIZZARE IL LABORATORIO RISPETTANDO L’ORGANIGRAMMA INTERNO
STABILITO DAI DOCENTI
·
FARE CAPO AL DOCENTE REFERENTE PER QUALSIASI COSA ( DA UN
SEMPLICE SUGGERIEMENTO ALL’ACQUISTO DI MATERIALE SPECIFICO)
·
MANTENERE IN PERFETTO ORDINE IL LABORATORIO
·
NON SCAMBIARE DI POSTO LE SOSTANZE CATALOGATE
·
UTILIZZARE LE SOSTANZE REAGENTI E LE STRUMENTAZIONI SEMPRE
SOTTO IL CONTROLLO DEL DOCENTE
·
LE SOSTANZE REAGENTI E LE STRUMENTAZIONI PIU’ DELICATE
DOVRANNO ESSERE DISPOSTE IN ARMADIETTI APPOSITAMENTE CHIUSI
·
OGNI REAGENTE DOVRA’ AVERE L’ETICHETTA BEN VISIBILE
·
TUTTE LE SOSTANZE NOCIVE ANDRANNO SEGNALATE ED ETICHETTATE A
NORMA
·
I MATERIALI USATI PER LE SPERIMENTAZIONI, DEL TIPO PROVETTE,
BICCHIERI ECC. VANNO SEMPRE LAVATI ED ASCIUGATI DOPO OGNI UTILIZZO
·
NEL LOCALE ADIBITO A LABORATORIO DOVRANNO ESSERE PREVISTI
UNA FINESTRA, UNA PORTA CON USCITA ANTIPANICO E UN ESTINTORE.