|
SCRITTURA E LETTURA
SPONTANEA DELL’ALUNNO NEL PASSAGGIO DALLA SCUOLA DELL’INFANZIA ALLA
SCUOLA PRIMARIA
L’apprendimento della lettura e scrittura è un
momento fondamentale nella vita del bambino. Dal modo come si sviluppa
tale processo dipendono i futuri apprendimenti ed il potenziamento
delle capacità cognitive del bambino. Nell’intento di agevolare
l’ingresso dei propri alunni nel complesso e diversificato mondo della
comunicazione scritta,un gruppo di insegnanti ha elaborato un
procedimento didattico in continuità tra la Scuola dell’infanzia e la
Scuola primaria anche in prospettiva di una iscrizione anticipata.
La
programmazione didattica si avvale inizialmente della forza
dell’immagine e,successivamente, della convenzionalità del segno
alfabetico.
Del resto l’uomo ha comunicato,all’alba della sua
vita di relazione,attraverso suoni, gesti, atteggiamenti corporei con i
quali esprimeva sentimenti di gioia,momenti di pericolo,esultanze e
timori.
Alla comunicazione orale e gestuale, sempre più articolata e
differenziata nei suoni e significati, si affiancò, nel tempo, quella
scritta che,dai graffiti arrivò ai segni alfabetici passando attraverso
i codici pittografici ed ideografici.Questo iter storico può essere
ripercorso dal bambino non tanto perché fa leva sulla teoria
dell’ontogenesi quale ricapitolazione della filogenesi,quanto perché
aderisce al modo proprio del bambino di percepire il reale, di
assimilarlo e di riprodurlo in forme simboliche sempre più duttili e
raffinate.
(Questa convinzione delle insegnanti non solo è supportata dalla
conoscenza di teorie psicologiche,ma da un lungo cammino professionale
che ha avuto come “costanti”la riflessione critica dell’operato compiuto
quotidianamente in classe;l’autoaggiornamento continuo; la necessità di
“sperimentare” nuovi percorsi affinché la scuola sia sempre più
rispondente ai bisogni del bambino.
Il
possesso e l’uso del codice alfabetico è un obiettivo che si realizza
attraverso l’attivazione di un graduale processo di simbolizzazione che
consente di passare da forme comunicative in cui la correlazione tra
significato e significante è palese,a quelle nelle quali la
corrispondenza si attenua fino a scomparire del tutto.
Questa gradualità non è,a nostro avviso,una prerogativa del metodo
fonico sillabico,né di quello globale. Quest’ultimo,pur lavorando fin
dall’inizio,con strutture linguistiche significative e,quindi,favorisce
la consapevolezza che la finalità ultima della lettura è la
comprensione,presenta un pesante impatto per il bambino con il mondo
dei segni.
Il
metodo fonico, che consiste essenzialmente nel procedere dal singolo
fonema al corrispondente grafema, richiede un lungo percorso ripetitivo
e spesso monotono per cui si rischia, non solo di demotivare il bambino,
ma di ridurre la lettura a mera decodifica perdendo di vista l’obiettivo
prioritario della comprensione.
I FASE
SCUOLA DELL’INFANZIA
Attraverso attività programmate
(giochi-drammatizzazione di fiabe e favole- lettura ed esecuzioni di
disegni-attività di manipolazione-utilizzo di materiali eterogenei)
portare il bambino a scoprire che possiamo comunicare in vari
modi:oralmente, con la mimica, con il gesto.
Questo primo momento ha il duplice scopo di
rendere consapevoli i bambini che ogni linguaggio può essere strumento
per comunicare:la parola,il gesto,il simbolo che possono sostituire gli
oggetti e stanno,quindi,al posto di …..
II FASE
ICONICA
Dalle varie attività l’insegnante estrapola alcune
frasi altamente significative ed aderenti alle esperienze concretamente
vissute dai bambini,ed invita il gruppo a disegnarle.
In questa attività si interiorizza la
direzionalità della scrittura; il monema conserva il suo valore
semantico ed il rapporto significativo con l’intera proposizione; si
mira a promuovere la consapevolezza che ogni parola ha un suo
significato ed in seguito,alla scuola elementare, una sua funzione; si
attiva il processo che poi eliminerà, nell’autodettatura,la fusione di
due o più parole espresse con una sola emissione di voce in quanto la
parola si presenterà nella unità grafica.
Dal disegno globale delle esperienze si passa alla
enunciazione della frase di senso compiuto. Nell’enunciare le varie
componenti delle frasi il bambino si rende conto che non tutti gli
elementi di essa possono essere disegnati per cui introdurrà dei segni
lineari per quelle parole che il bambino chiama”vuote” cioè
articoli,preposizioni.
III FASE
DAL PITTOGRAMMA ALL’
IDEOGRAMMA
La seconda difficoltà, alcune parole non possono
essere disegnate viene superata facendo ricorso alla
scrittura,ideografica:possono essere rappresentate con un simbolo che ne
esprime l’idea. Bisogna,però,”mettersi d’accordo” sul simbolo più idoneo
a sostituire quella parola. Dalle proposte,spiegazioni,interventi dei
bambini si ricava e si adotta quel simboliche “più dà l’idea della
parola”. Per molti giorni si sviluppa una attività di ricerca che,via
via,arricchisce il patrimonio di simboli ideografici rendendo più
semplice e nello stesso tempo più varia la comunicazione.
Contemporaneamente si avvia il processo di
progressiva stilizzazione del disegno perché:
disegnare e colorare richiede troppo tempo;
è laborioso per cui ci stanchiamo;
il significato della frase non è alterato se
adottiamo solo “l’ombra” del disegno.
In tutte le fasi l’insegnante attiverà
contemporaneamente i processi per una PROGRESSIVA CONSAPEVOLEZZA
FONOLOGICA FINALIZZATI A FAR COMPRENDERE AL BAMBINO CHE LA PAROLA
POSSIEDE UNA STRUTTURA FONOLOGICA interna,costituita da unità distinte
che possono essere ora segmentate ora fuse.
SCUOLA PRIMARIA
Dall’ideogramma al
segno alfabetico
In quasi tutte le frasi compilate dai bambini ci
sono dei vuoti.Si rende conto che nel pronunciare la frase le parole
sono più numerose dei segni che lui ha tradotto.Sono parole brevi che
non sono rappresentabili con nessuno dei simboli conosciuti. Per
l’insegnante non sarà difficile riempire i vuoti corrispondenti agli
articoli con i segni alfabetici appropriati.In fondo si tratta ancora di
mettersi d’accordo,di stabilire una nuova convenzione in virtù della
quale i suoni IL LA vengono rappresentati con i segni proposti dalla
maestra.(Anche se i bambini non conoscono ancora l’alfabeto,hanno
dimestichezza con i segni alfabetici). La stessa procedura sarà adottata
per riempire i vuoti corrispondenti alle preposizioni.Per meglio
padroneggiare i nuovi segni e rendere operativo e consapevole il loro
uso,gli articoli potranno essere contrassegnati in basso con una linea
rossa e le preposizioni con una verde. I colori hanno il duplice scopo
di associare in un’unica classe tutte le parole con la stessa funzione e
di rafforzare il vaLORE DEI SEGNI ALFABETICI ADOTTATI.
In graduale successione verranno sostituiti gli
ideogrammi iniziando da quelli che indicano un’azione espressa con un
monosillabo o bisillabo( va-sta-.vola-lava) sempre con l’accorgimento di
sottolinearli con un altro colore.
Lo stesso iter per la sostituzione dei pittogrammi
con i segni alfabetici. Contemporaneamente prosegue l’attività iniziata
alla Scuola dell’infanzia, di consapevolezza fonologica.Una delle parole
costituenti le frasi sarà scaNDITA DALL’INSEGNANTE CON I FONEMI CHE LA
COMPONGONO E GLI ALUNNI PROCEDERANNO ALLA FUSIONE DEI SUONI. Il gioco si
inverte:per l’alunno l’analisi fonematica per l’insegnante la sintesi.
L’esercizio continua sintetizzando parole
foneticamente simili ma di significato diverso:
NAVE NEVE novembre
MARE MORE
REMO ROMA RAMO
Quando tutti gli alunni saranno in grado di
sintetizzare le parole proposte, discriminando il fonema CHE CAMBIA, si
ripresenta la frase “guida” per individuare il suono iniziale della
parola corrispondente all’oggetto stilizzato e si introduce il relativo grafema.
Già a
questo punto il bambino potrà, utilizzando la CONOSCENZA DEGLI ALTRI
GRAFEMI RELATIVI AGLI ARTICOLI E PREPOSIZIONE, LEGGERE E SCRIVERE PAROLE
BISILLABI. |